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Cosa sono i tag UTM e come si usano

Capire da dove arriva il traffico del tuo sito è fondamentale per un’analisi corretta delle tue campagne di marketing.

Probabilmente hai installando Google Analytics pensando di analizzare tutto quello che succede sul tuo sito, ma per capire al meglio da dove proviene il traffico, hai bisogno di implementare i tag utm ai tuoi lik.

Vediamo quindi cosa sono i tag Utm e come puoi utilizzarli.

Cosa sono i tag utm

Capire da dove arriva il traffico del tuo sito è fondamentale per un’analisi corretta delle tue campagne di marketing.

Probabilmente hai installando Google Analytics pensando di analizzare tutto quello che succede sul tuo sito, ma per capire al meglio da dove proviene il traffico, hai bisogno di implementare i tag utm ai tuoi lik.

Vediamo quindi cosa sono i tag Utm e come puoi utilizzarli.

Quali sono i tag utm e come inserirli nei link

I tag che possono essere aggiunti ai tuoi link sono

  • utm_source;
  • utm_medium;
  • utm_campaign;
  • utm_term;
  • utm_content.

Per un corretto tracciamento utm_source e utm_medium sono obbligatori, mentre: utm_campaign, utm_term e utm_content possono essere aggiunti per poter fare analisi dei dati più approfondite e dettagliate.

Ma vediamo che valori devi assegnare ad ogni tag utm.

Il tag utm_source

L’utm_source serve a identificare quale sorgente sta portando traffico al tuo sito, ad esempio: il motore di ricerca, una newsletter, un video, adwords, ecc.

Il tag utm_medium

L’utm_medium identifica il mezzo che ha portato la vista al sito, come ad esempio: una campagna cpc, un banner, una email.

Il tag utm_campaign

Il tag utm_campaign aiuta a ritrovare facilmente il nome della campagna all’interno dei tuoi report di Google Analytics ad esempio: Campagna primavera, Campagna autunno, ecc.

Il tag utm_term

Il tag utm_term viene usato generalmente nelle campagne a pagamento per identificare le performance delle keyword che vengono acquistate.

Il tag utm_content

L’utm_content viene usato per identificare il contenuto del messaggio di annunci o link che portano allo stesso url. Generalmente si usa in caso di A/B test per identificare l’annuncio che genera performance migliori.

Nominare i tag correttamente può essere un lavoro lungo, ma è di fondamentale importanza per interpretare correttamente i dati e poter entrare sempre più nello specifico durante le analisi.

Come creare i tuoi link con utm

Ma ora veniamo alla parte pratica, vediamo come puoi creare i tuoi link con tag utm.

Per costruire i tuoi link di tracciamento, Google mette a disposizione uno strumento chiamato  campaign url builder. Questo tool è utilissimo per generare automaticamente i tuoi link in modo automatico.

Come usare il campaign url builder di Google

Una volta che hai fatto l’accesso all’url builder, ti si presenta una schermata con i campi da completare per assegnare i valori ai vari tag.

Inserendo i dati all’interno dei campi, verrà generato in automatico il tuo link di tracciamento da incollare nelle tue campagne di marketing.

Nella prima voce “website url” inserire l’indirizzo del tuo sito su cui vuoi fare atterrare i tuoi visitatori.

In campaign source inserisci la risorsa che genera il traffico.

In campaign medium inserisci il la tua sorgente di traffico.

In campaign name inserisci il nome della campagna.

Inseriti tutti i dati, l’url builder ti propone il link tracciamento da utilizzare per monitorare la tua campagna di marketing su Google Analytics.

Dato che l’url generato è molto lungo, potrebbe essere scomodo inserire l’intero link all’interno di un testo o una descrizione, per questo motivo l’url builder ti mette a disposizione il tasto per generare lo short link.

Cliccandolo, verrà generato un link corto, decisamente più adatto a essere inserito in un testo.

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Analisi di web marketing: le metriche della web analytics

L’analisi di web marketing è un passaggio fondamentale dopo aver creato un sito o se si inizia una strategia di social media marketing.

Ogni buona strategia di web marketing infatti, prevede di porsi degli obiettivi e analizzare tramite gli analytics se li stiamo effettivamente raggiungendo.

Le metriche di Google Analytics

Di seguito ho deciso di indicare e spiegare le metriche principali per l’analisi web con Google Analytics.

E’ importante capirle al meglio per poter interpretare i dati nel modo corretto e analizzare effettivamente quello che sta succedendo sul tuo sito.

La sessione o vista

<< La sessione o visita è l’interazione di un utente con un sito web, che viene calcolata attraverso la visualizzazione di una o più pagine del sito.>>

Ogni sessione inizia sempre con una pagina di entrata sul sito e si conclude con una pagina di uscita, nel caso in cui vi sia un periodo di inattività di 30 minuti sulla pagina, allora la sessione si considera conclusa.

Visualizzazione di pagina

<< La visualizzazione di pagina è una qualunque pagina del sito che viene visualizzata da un utente durante una sessione.>>

Quando analizzi le visualizzazioni di pagina devi considerare che:

  • Viene aggiunta una nuova visualizzazione di pagina ogni volta che la pagina viene ricaricata.
  • Se l’utente visita un’altra pagina e poi ritorna sulla precedente vengono calcolate entrambe le visualizzazioni.

Pagine visualizzate per sessione

<< Le pagine visualizzate per sessione sono il numero di pagine che vengono visualizzate di media durante una sessione di un utente >>

Questa metrica non è altro che la relazione tra le pagine visualizzate e il numero sessioni in un certo periodo.

PAGEVIEWS / SESSIONI

L'utente

<< Gli utenti rappresentano il numero di persone che visitano il tuo sito web. >>

Vengono calcolati attraverso i cookie, che sono valori univoci assegnati ad ogni visitatore del sito dalla piattaforma di analisi e che permettono di riconoscerli e distinguerli.

I visitatori unici sono una metrica non additiva, ovvero possono essere conteggiati solo per un breve lasso di tempo, perché i cookie ha una durata finita.

Google Analytics quindi permette di calcolare solo i visitatori unici per un certo lasso di tempo.

Pagina di uscita

<< La pagina d’uscita è l’ultima pagina che viene visualizzata in una sessione di navigazione. >>

Tempo sulla pagina

Il calcolo del tempo è una metrica su cui PRESTARE MOLTA ATTENZIONE, perché il tempo non viene misurato da Google Analytics con un cronometro ma come differenza tra due rilevazioni.

<< Il tempo sulla pagina viene calcolato facendo la differenza tra orario di arrivo sulla pagina 2 e orario di arrivo sulla pagina 1. >>

In questo caso il tempo di permanenza sulla Pagina 1 è di 2 minuti ed è calcolato facendo:

TEMPO SU PAGINA 1 = 8:02 – 8:00 = 2 minuti

Nel caso in cui l’utente visualizzi un’unica pagina del sito, il tempo di permanenza sarà 0.

Frequenza di rimbalzo o bounce rate

Prima di definire cos’è il bounce rate bisogna capire cosa Google Analytics intende per rimbalzo o bounce.

<< Si ha un bounce (rimbalzo) quando un utente atterra su una pagina del sito e non continua la navigazione, ovvero lascia il sito senza visitare altre pagine. >>

Quando si ha un bounce, la pagina di entrata e di uscita dell’utente sarà sempre la stessa e il tempo di permanenza sulla pagina sarà 0.

<< Il bounce rate (tasso di rimbalzo) è il rapporto tra il numero totale di sessioni del tuo sito e numero di sessioni con un’unica visualizzazione di pagina. >>

Quando si fa un’analisi del bounce rate bisogna sempre contestualizzare i dati che abbiamo, perché questa metrica non può essere considerata positiva o negativa in assoluto.

Cerchiamo di chiarire meglio il concetto con un esempio.

Se il bounce rate dell’homepage ha un valore alto, probabilmente gli utenti che atterrano sul sito lo trovano confusionario e lo lasciano senza visitare altre pagine.

In questo caso un bounce rate alto è una metrica negativa e ci segnala che è necessario intervenire sulla pagina.

Un bounce rate alto invece, ha un valore positivo su una pagina che spiega come risolvere un problema, perché probabilmente l’utente è riuscito a trovare la soluzione visitando unicamente quella pagina.

Visitatori nuovi e di ritorno

Google Analytics classifica i visitatori del tuo sito in due categorie, i visitatori nuovi e quelli di ritorno.

<< I visitatori nuovi sono tutti gli utenti che non hanno mai fatto prima una visita sul tuo sito, e vengono riconosciuti perché la piattaforma di web analysis assegna loro un nuovo cookie. >>

<< I visitatori di ritorno sono gli utenti che hanno già visitato il tuo sito e a cui era già stato assegnato un cookie identificativo. >>

Analisi del traffico di provenienza

Per provenienza del traffico si intende la fonte che ha permesso all’utente di raggiungere il tuo sito web.

Il traffico viene suddiviso in:

  • Traffico diretto
  • Traffico organico
  • Traffico referral
  • Traffico social

<< Il traffico diretto è il traffico generato da un utente che ha digitato direttamente su Google l’indirizzo del tuo sito (www.miosito.it). >>

<< Il traffico organico è il traffico generato da un utente che raggiunge il tuo sito cercando su Google delle keyword su cui ti sei posizionato. >>

Se ad esempio vendi scarpe e un utente raggiunge il tuo sito digitando stivaletti in camoscio, quella è una visita da traffico organico.

<< Il traffico social ovviamente e il traffico che arriva al tuo sito dai tuoi profili sui social network. >>

<< Il traffico referral invece è generato dagli utenti che cliccano su un link che rimanda al tuo sito web. >>

Possono essere ad esempio le visite che arrivano da un link postato in un forum o un blogger che cita il tuo sito in un suo articolo.

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