Open post

Cos’è la SERP

Probabilmente hai fatto migliaia di ricerche su Google senza soffermarti a capire vengono proposti i risultati di ricerca.

Se vuoi capire come Google compone le Serp e come puoi migliorare la qualità del traffico proveniente dal motore di ricerca, questa è la guida che fa per te.

Cos’è la SERP e come si compone

La SERP è l’elenco dei risultati di ricerca restituiti da Google o da un qualsiasi motore di ricerca. Più semplicemente puoi vederla come l’elenco di tutti i siti che ti vengono propositi quando effettui una ricerca online.

L’acronimo SERP infatti sta per Search Engine Result Page, che significa pagine dei risultati restituiti dal motore di ricerca.

Ogni SERP di Google è composta da 10 risultati organici per pagina, ovvero 10 pagine web che si sono posizionate nelle prime posizioni di una ricerca specifica.

Negli anni però Google ha evoluto il modo in cui espone i propri risultati di ricerca, proponendo risultati più completi e che facilitano agli utenti la fruizione dei contenuti.

Le SERP sono composte da snippet

Di sicuro hai visto miliardi di volte una serp, però probabilmente non sai che ogni blocco di risultati che compare si chiama snippet, ed è composto da diverse parti che ti aiutano a capire cosa ci sarà in quella pagina web.

La struttura di uno snippet

Ogni snippet è composto da almeno 3 parti:

  • Title
  • Description
  • Url

Ognuna di queste componenti viene utilizzata dai SEO specialist per invogliare gli utenti a premere sul risultato di ricerca e per dare una descrizione riassuntiva del contenuto.

Il title dello snippet

Il title descrive il “Che cosa” contiene la pagina e deve essere accattivante.

Un title accattivante può aiutarti ad aumentare il numero di click e a distinguere i tuoi contenuti da quello degli altri siti.

Ogni snippet può avere un Title lungo al massimo 60 caratteri.

Una delle best practice che devi tenere a mente quando scrivi un title, è quella di inserire il nome del tuo brand. In questo modo gli utenti potranno riconoscerti e la tua autorità potrà farti spiccare tra gli altri risultati di ricerca.

La description dello snippet

Puoi andare a completare le informazioni sul contenuto della tua pagina nella description.

Google ti mette a disposizione 230 caratteri per descrivere più dettagliatamente cosa troverà l’utente se cliccherà su quel risultato.

Dato che gli utenti tendono a scansionare i primi risultati di ricerca e poi prendono una decisione su quale risultato cliccare, la description deve andare a completare le informazioni che non hai potuto inserire nel title del tuo snippet.

Ti consiglio di inserire sia nel title che nella description la keyword su cui vuoi posizionare la tua pagina web. In questo modo sarà evidenziata in grassetto nelle ricerche e l’utente darà una maggiore pertinenza ai tuoi contenuti.

L’URL

Anche l’Url puoi aiutare a far cliccare sui tuoi risultati.

Il percorso che viene mostrato nello snippet infatti, indica a chi sta cercando se il risultato è pertinente alla sua ricerca o meno.

È sempre bene creare Url che abbiano un percorso coerente, e che vadano da una categoria più generica verso una categoria più specifica come ad esempio: veicoli/automobili/automobili_coupé.

Open post

Robots.txt cos’è e come funziona

Hai delle sezioni del tuo sito che vuoi mantenere private o non vuoi che siano indicizzate dal Bot di Google?

Allora devi assolutamente sapere cos’è il Robots.txt e come utilizzarlo.

Cos’è il Robots.txt

Il Robots.txt  è uno degli strumenti fondamentali della SEO On Site e ogni buon SEO Specialist deve conoscerlo e saperlo utilizzare.

A livello pratico il Robots.txt non è altro che un file di testo, che viene scritto dai Webmaster o dai SEO Specialist, è inserito nella directory principale del tuo sito web.

Questo file di testo fa parte del REP (robot exclusion protocol), ovvero quel gruppo di regole standard usate per comunicare con i Crawler dei motori di ricerca.

A cosa serve il Robots.txt

Il processo di indicizzazione dei siti internet prevede che lo spider scansioni la rete, analizzi il contenuto delle pagine e inserisca nel proprio database tutti i contenuti inerenti ad ogni sito.

Ma se abbiamo pagine che non vogliamo che vengono indicizzate e inserite tra i risultati delle SERP, ci viene in aiuto file Robots.txt.

Tramite questo file di testo, possiamo indicare al BOT di Google e degli altri motori di ricerca, quali pagine del nostro sito saltare durante la fase di Crawling.

In questo modo le pagine inserite nel file di testo non verranno scansionate e non compariranno tra i risultati di ricerca.

Come funziona il Robots.txt

Prima di iniziare il processo di scansione, lo spider consulta il file Robots.txt contenuto nelle cartelle del tuo sito web e in base al codice capisce quali url deve saltare.

Ma cosa succede se il tuo sito non contiene il file Robots.TXT?

In questo caso il Bot di Google non avrà alcuna indicazione su quali pagine saltare durante la scansione e procederà ad indicizzare tutte le pagine del sito.

Ovviamente anche se il file è presente nel tuo sito, ma non viene compilato con nessun comando disallow, il sito verrà scansionato e indicizzato per intero.

Quando conviene usare il Robots.txt

Forse non ci hai mai pensato, ma permettere a Google di scansionare tutto il tuo sito potrebbe essere una scelta azzardata.

Nella SEO il tuo obiettivo principale è farti trovare sui motori di ricerca, ma ci possono essere pagine che vuoi rimangano private o disponibili solamente ad alcuni utenti.

Ecco alcuni casi in cui ti consiglio di usare il Robots per evitare l’indicizzazione:

  • quando vuoi mantenere private alcune parti del sito
  • quando vuoi evitare di mostrare a Google pagine duplicate che porterebbero a penalizzazioni
  • evitare di mostrare pagine di preventivo a tutti gli utenti
  • quando vuoi riservare contenuti premium solamente ad alcuni utenti
  • ecc.

Come visualizzare il file Robots.txt

Il file Robots.txt è visibile pubblicamente per ogni tipo di sito web.

Quindi se vuoi vedere il suo contenuto, ti basterà inserire il dominio del sito che vuoi analizzare seguito da “/robots.txt”.

Ovviamente il codice sarà visibile solamente se il sito contiene il file, in caso di sottodomini invece ogni sottodominio dovrà aver caricato il proprio file Robots.txt.

Il linguaggio per comunicare con il robot

Per comunicare con il bot dovrai necessariamente utilizzare un linguaggio che sia in grado di comprendere.

Di seguito ti riporto i comandi principali che puoi utilizzare per compilare il codice del file:

  • User-agent: Serve per indicare a quale motore di ricerca specifico si rivolgono i comandi.
  • Disallow: Serve ad indicare quali url non vogliamo che siano indicizzati.
  • Allow: Il comando indica esclusivamente al bot di Google, che può accedere ad una pagina o una sottocartella, anche se la pagina principale o la sottocartella sono disattivate.
Open post

SEO On-Page: 17 consigli per migliorare l’ottimizzazione SEO delle tue pagine

Quanti consigli hai trovato online per fare una buona ottimizzazione SEO?

Immagino che anche tu come come ne abbia trovati centinaia, in questo articolo ho deciso di riassumere i principali fattori SEO On-Page che da considerare per ottimizzare le tue pagine web.

Piccola premessa sulla SEO on-page e SEO off-page

Se sei ancora agli inizi nel mondo della SEO devi sapere che questa materia generalmente viene suddivisa in due aree: SEO on-page e SEO off-page.

La SEO on-page è l’insieme di attività e accorgimenti da applicare alle tue pagine web per ottimizzare e migliorare la loro posizione in SERP.

La seo on-page è la parte su cui hai più controllo e dato che puoi intervenire liberamente sul tuo sito e apportare tutte le modifiche necessarie.

La SEO off-page è l’altra parte della medaglia, ovvero l’insieme delle attività svolte da siti esterni con il nostro sito.

La SEO off-page rappresenta quindi tutte le relazioni che altri siti hanno con il nostro sito, come l’inserimento di un link che rimanda ad una nostra pagina web.

Fare SEO su siti esterni è chiaramente più complicato perché il nostro controllo sulle altre piattaforme è decisamente marginale se non nullo.

Detto questo vediamo quali sono i fattori chiave per fare una buona ottimizzazione SEO on-page.

1 Usa URL che siano SEO Friendly

E’ stato studiato che Google da molta importanza alle prime 3-5 parole delle URL.

Quando scrivi le URL delle tue pagine poni molta attenzione al fatto che includano la keyword per cui vuoi posizionarti e che non siano troppo lunghe.

Evita url sporche che includono numeri o simboli o lettere a caso.

2 Inizia il tuo Title H1 con la focus keyword

Il titolo H1 della pagina è il fattore più importante per il posizionamento SEO.

Per una SEO on-page efficace ti consiglio di inserire la focus keyword per cui vuoi posizionarti all’interno del titolo principale.

Ti consiglio di inserire la keyword il più vicino possibile all’inizio del titolo in modo che il motore di ricerca gli dia una maggiore importanza.

3 Aggiungi altre parole alle keyword dei tuoi titoli

Arricchisci i tuoi titoli con altre parole che aiutino la tua pagina web a posizionarsi per versioni a coda lunga della tua focus keyword.

Il titolo di questo articolo con l’aggiunta di modificatori sarebbe potuto essere: “La guida definitiva alle SEO on-page” oppure “Fattori 2017 per la SEO on-page”.

4 Inserisci il tuo titolo del blog in un H1

Il titolo della pagina o dell’articolo del blog è una parte fondamentale per la seo-onpage.

E’ bene che ti assicuri che tutte le tue pagine abbiano un titolo H1 e che il titolo contenga la focus keyword per cui vuoi posizionarti.

Generalmente il titolo H1 è impostato di default nei CMS come WordPress ma è sempre bene verificare che nel codice HTML delle tue pagine sia inserito il titolo facendo tasto destro sulla pagina web e cliccando su ispeziona codice.

E’ buona norma che le tue pagine web contengano un unico titolo H1 in Google è in grado di comprendere meglio l’argomentazione della pagina.

5 Aggiungi file multimediali

Il testo è un fattore fondamentale per posizionare le tue pagine, ma per rafforzare l’indicizzazione devi arricchire i testi con file multimediali come immagini e video.

Dopo aver inserito immagini nelle mie pagine web infatti ho notato che il posizionamento in SERP è decisamente migliorato.

Oltre ad aiutarti a scalare posizioni nei risultati organici i file multimediali aiutano l’utente a essere maggiormente coinvolto nella lettura e ad aumentare il tempo di permanenza sulla pagina.

6 Aggiungi keyword nei titoli H2

I titoli H1 hanno l’impatto maggiore sul posizionamento, ma anche i sottotitoli H2 aiutano Google a identificare l’argomento contenuto nel testo.

Per migliorare la tua SEO on-page quindi ti consiglio di suddividere il testo in argomenti con titoli e sottotitoli e inserire la focus keyword o le keyword correlate alla tua principale nei titoli H2, per rafforzare il posizionamento SEO.

7 Inserisci le keyword nelle prime 100 parole

Quando vengono analizzate le tue pagine web dal crawler di Google, il testo viene scandagliato dall’alto verso il basso.

Per questo motivo è bene inserire le keyword principali riguardanti il contenuto del tuo testo tra le prime 100 o 150 parole del tuo testo.

Nello scandagliare i siti Google da importanza al fatto che il succo del contenuto venga chiarito il prima possibile nel testo, in modo che l’utente possa trovare le informazioni di cui hai bisogno il prima possibile.

8 Crea un sito che sia responsive

Il tuo sito deve essere mobile friendly ovvero ottimizzato per la navigazione su smartphone.

Con l’aggiornamento dell’algoritmo …. del … Google ha annunciato che verranno penalizzati nel posizionamento organico tutti i siti che non sono stati ottimizzati per smartphone.

Oltre alla penalizzazione dichiarata da Google, un sito non responsive porterà i tuoi utenti ad abbandonare le tue pagine web prima a causa della cattiva user experience.

9 Inserisci link verso altri siti

Una delle tecniche white hat indicate nelle linee guida della SEO è l’aggiunta di link outbound, ovvero link che rimandano a pagine di altri siti web.

I link outbound dovranno essere chiaramente correlati all’argomento che stai trattando nel tuo testo.

Questa tecnica aiuta Google ad avere una maggiore comprensione sull’argomento di cui stai parlando, sfruttando anche la conoscenza relativa ad una pagina che aveva già indicizzato in precedenza.

10 Inserisci link a risorse interne

I link in uscita aiutano Google a capire l’arcomento del tuo testo, ma anche i link interni sono importanti per rafforzare il posizionamento delle tue pagine e del tuo sito in generale.

L’esempio classico di questa pratica è Wikipedia; proprio come viene fatto su wikipedia quindi inserisci dei link ad altre pagine interne del tuo sito per migliorare il posizionamento del sito in generale, usando anchor text inerenti all’argomento linkato.

11 Crea un sito leggero e veloce nel caricamento

Google ha dichiarato che la velocità di caricamento delle pagine e del sito in generale è un fattore che viene considerato per la SEO on-page.

Generalmente le pagine lente non subiscono penalizzazioni come può subire una pagina con un testo duplicato, ma una pagina lenta a caricare verrà posizionata al di sotto di quelle che riguardano lo stesso argomento e vengono caricate più velocemente.

E’ bene quindi importante analizzare le tue pagine con servizi come GTmetrix e capire come intervenire per ridurre i tempi di caricamento.

12 Fai attenzione alla LSI del tuo sito

Considera l’LSI delle tue pagine web e del tuo sito in generale.

L’LSI è un concetto che considera delle parole semanticamente vicine tra loro lo strumento fondamentale per comprendere l’argomento che viene trattato in un testo in modo da estrapolare il contesto.

I motori di ricerca sfruttano questo concetto per determinare l’argomento dei tuoi testi per questo è importante usare parole semanticamente vicine tra di loro per aiutare Google a determinare l’argomento trattato nei tuoi testi.

13 Fai ottimizzazione SEO anche alle immagini

Come ho indicato in precedenza le immagini aiutano a migliorare l’interazione degli utenti e il tempo di permanenza, ma possono essere anche utili al posizionamento per ricerche per immagini.

Ricordati quindi di inserire il nome delle immagini del tag alt delle immagini in modo da aiutarle a posizionarsi e rafforzare il posizionamento sulla focus keyword.

14 Inserisci i tasti per la condivisione social

I bottoni di condivisione social non sono un vero e proprio fattore di ottimizzazione seo on page ma in modo indiretto aiutano il tuo posizionamento.

Mettere i tasti social in bella vista aiuta a far condividere rapidamente le tue risorse sui profili social dei lettori e invita le persone a leggere iniziare la lettura dei contenuti che hanno avuto già molte condivisioni.

15 Scrivi contenuti lunghi

Nella seo on-page sono fondamentali qualità e quantità.

Se vuoi essere letto non puoi prescindere da scrivere contenuti di qualità che interessano il tuo pubblico, ma anche un buon posizionamento devi tenere in considerazione anche la lunghezza dei tuoi testi.

Da un’analisi su migliaia di pagine web, è stato scoperto che le risorse che contengono circa 2000 parole hanno la tendenza a posizionarsi ai primi posti in SERP.

16 Aumenta il tempo di permanenza sulle pagine

Google non ama le pagine che vengono abbandonate subito, perché le reputa contenuti che generano uno scarso interesse per gli utenti e non meritano di rimanere tra i primi risultati.

Quindi i tuoi articoli dovranno essere lunghi e avvincenti per portare gli utenti a dedicare rimanere il più a lungo possibile sulle tue pagine.

Presta attenzione però ad iniziare i tuoi testi nel modo corretto. Dovrai cogliere l’attenzione di chi atterra sulle tue pagine all’istante, con frasi accattivanti e che coinvoltano il lettore a continuare nella lettura.

17 Usa il tag strong per enfatizzare i testi

I titoli H1 e H2 sono i segnali più importanti per indicare a Google il contenuto delle tue pagine, ma anche il grassetto aiuta a dare maggiore importanza alle keyword del tuo testo.

Hai due possibilità per inserire il grassetto nei tuoi testi, usando il tag o il tag .

Entrambi questi metodi rendono grassettata la parola o la frase però ti consiglio di usare il tag strong quando il testo contiene keyword con rilevanza semantica per il posizionamento e il tag se il testo viene grassettato solo per dare maggiore risalto al lettore.

Open post

Parole chiave SEO: come fare una ricerca keywords efficace

Scegliere le keyword da inserire nelle pagine web è un passaggio fondamentale per avere un buon posizionamento SEO.
 
In questo articolo vediamo un po’ di consigli per fare una buona ricerca di parole chiave e migliorare il posizionamento delle pagine web.

Le fasi della ricerca keywords

Un aspetto da considerare in una strategia SEO, è la ricerca delle keywords da inserire nei testi.

Prima di definire le parole chiave bisogna stabilire: gli obiettivi del sito, i macro argomenti da trattare e la nicchia di riferimento.

Una volta chiariti questi aspetti sarà molto più semplice fare una ricerca keyword efficace.

Stabiliti gli obiettivi, inizia a generare un gran numero di parole chiave attinenti alla tua nicchia, usando gli strumenti riportati successivamente nell’articolo.

Segna le keyword su un documento Word e pulisci la tua lista considerando solo quelle più pertinenti.

Escludi quindi le parole chiave troppo generali e quelle poco rilevanti per i tuoi obiettivi e per la tua nicchia.

Alla fine di questa fase, la tua lista di keyword dovrà contenere parole chiave generiche, che saranno sparse nelle varie pagine del tuo sito, e parole specifiche che diventeranno le focus keyword di ogni tua singola pagina.

I tipi di query

Per fare una buona ricerca di parole chiave, bisogna considerare anche cosa cercano le persone sul motore di ricerca.

Le ricerche degli utenti vengono classificate in 3 categorie principali:

  1. Navigazionali
  2. Transazionali
  3. Informazionali

Le query navigazionali servono a trovare uno specifico sito web che l’utente conosce già.

Es: android.com.

Le query transazionali vengono fatte prima di un acquisto e prima di completare una transazione online di un prodotto o servizio.

Es: scarpe Nike da corsa, consulenza web marketing.

Le query informazionali sono interrogazioni che vengono fatte per trovare informazioni o imparare trovando contenuti sul web.

Es: come fare una ricerca keyword.

Per migliorare l’efficacia della strategia keyword, è bene considerare l’intenzione di ricerca degli utenti e inserire le keyword più appropriate.

Quando selezioni le parole chiave dalla tua lista, ricordati di valutare se la query di ricerca sarà di tipo: informazionale, transazionale o navigazionale.

Ricerca di parole chiave per ricerche generiche o specifiche

Anche la specificità o la generalità della ricerca di un utente è un fattore da tenere in considerazione per una buona ricerca keyword.

Le query sono classificabili in due tipi: short keyword e long tail.

Le short keyword sono ricerche abbastanza generiche e composte da massimo 3 parole come ad esempio: preventivo SEO, o consulente web marketing.

Le long tail sono ricerche più specifiche e composte da almeno 3 parole come: consulente web marketing a Reggio Emilia.

Sviluppa la tua strategia di parole chiave pensando, oltre al tipo di query dell’utente, a posizionarti per ricerche short keyword o long tail.

Tieni presente che le short keyword portano al sito un traffico più generico e sono più facili da ottimizzare.

Le long tail invece, attirano traffico più specifico e necessitano di ricerche dettagliate per ottenere buone performance.

Tools per generare parole chiave gratis

Di seguito ti propongo un elenco di strumenti utilissimi e completamente gratuiti per generare le parole chiave di cui hai bisogno.

Il keyword planner tool

Lo strumento più usato per generare parole chiave è il Keyword Planner Tool di Google AdWords.

Lo strumento per le parole chiave, mette a disposizione due funzioni molto utili per fare una ricerca keywords:

  1. Funzione cerca parole chiave.
  2. Funzione la tua pagina di destinazione.

La funzione “cerca parole chiave” ti permette di trovare le parole chiave più cercate su Google, evidenziando i volumi di ricerca mensili di ogni keyword.

Questa funzione è utilissima per generare le keywords per la tua nicchia di riferimento e creare le tua lista keyword.

La funzione “la tua pagina di destinazione” può aiutarti a scegliere le parole chiave che permettono un buon posizionamento SEO, basandosi sui tuoi competitor.

Per usare questa funzione: stabilisci la focus keyword della tua pagina, cercala in incognito su Google e inserisci i link dei primi risultati in serp nella funzione “la tua pagina di destinazione”.

Il keyword planner tool ti restituirà le parole chiave SEO più rilevanti per il posizionamento di quelle pagine.

Usare le parole chiave correlate

Aggiungere le parole correlate suggerite da Google è un ottimo modo per migliorare il focus dei tuoi testi web.

Per trovare le correlate ti basta definire la focus keyword su cui vuoi indicizzare la tua pagina web e cercarla in incognito sul motore di ricerca.

In fondo alla serp verranno indicate le keyword correlate suggerite direttamente da Google.

Inserendo queste parole nei tuoi testi, potrai rafforzare il tuo posizionamento sulla focus keyword.

Ubersuggest

Il sito ubersuggest è uno strumento gratuito e facile da usare per trovare parole chiave che rafforzino il posizionamento seo dei tuoi testi.

Ubersuggest ti permette di generare parole chiave basate sui suggerimenti di ricerca di Google.

Ti basterà inserire la focus keyword nel campo d’inserimento e impostare il tipo di ricerca e la lingua.

Premendo sul pulsante “Suggest”, avrai a disposizione numerosi suggerimenti di keyword: filtrabili, scaricabili e ordinabili in ordine alfabetico.

Keywordtool.io

Keywordtool è un ottimo servizio per ricercare parole chiave gratis.

Oltre alla classica ricerca di parole su Google, Keywordtool permette di trovare suggerimenti per altre piattaforme come:

  • YouTube: per attività di video seo;
  • Bing;
  • Amazon;
  • App Store.
Scroll to top